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CRISI POLITICA E CRISI ECONOMICA

Lo scenario politico italiano gira -nel massimo della confusione- attorno all’idea che uno scioglimento delle Camere e le conseguenti elezioni anticipate porterebbero alla vittoria del centro-destra unito e consegnerebbero il Paese alla guida di Salvini. Un epilogo di tal genere, temuto da tutte le forze di sinistra e di centro-sinistra, e probabilmente non gradito dal Presidente della Repubblica, rende improbabile che qualcuna delle componenti dell’attuale maggioranza si muova per la crisi.
Lo stesso, inquieto Renzi, pur dichiarando che “non vuole morire grillino”, e pur differenziandosi sul tema della prescrizione, assicura che non voterà mai la sfiducia al Governo (si riserva, comunque, libertà di scelta -e di coscienza- sui temi della giustizia).

[Il TESTO COMPLETO di questa sezione, di cui si riporta solo una sintesi, è pubblicato nel Notiziario Settimanale inviato in abbonamento]


 

Economia e Politica


Termovalorizzatori per i rifiuti urbani

In Europa si contano quasi 500 impianti di incenerimento di rifiuti urbani e speciali, non pericolosi, con recupero di energia, di cui 126 in Francia, 96 in Germania e 38 in Italia.
L'80% dei termovalorizzatori in Europa dista meno di 5 km dal centro.
A Vienna uno dei quattro termovalorizzatori dista 0,5 km dal centro.
Nel 2016 nell'UE sono state prodotte 5 tonnellate di rifiuti per abitante.

Vistoso calo della produzione industriale
Secondo i dati resi noti dall'Istat, la produzione industriale a dicembre scende del 2,7% rispetto a novembre, mentre nella media del 2019 cala dell'1,3% rispetto al 2018.
"Peggio di così non poteva andare. Anche se l'Istat, nel dare nei giorni scorsi il calo congiunturale del Pil del quarto trimestre, -0,3%, aveva già in parte considerato i dati preliminari della produzione in suo possesso, è evidente che il crollo reso noto oggi è così sconfortante che diventa difficile immaginare un'inversione di tendenza del Pil per il primo trimestre 2020. L'Italia, quindi, torna in recessione" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.


Contro il bullismo
Contro la piaga del bullismo il Codacons propone oggi ai sindaci dei comuni italiani e ai piccoli musei presenti sul territorio una mostra fotografica itinerante dedicata agli studenti e finalizzata proprio a combattere la violenza in ogni sua forma.
L’iniziativa, dal titolo “L’arte dell’amore non violento nell’antica Roma” – realizzata dal Codacons con la collaborazione di Siipac Lazio e Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio – vede protagoniste immagini a grandezza naturale di opere d’arte antiche.

Perché non si investe in Italia
I motivi per i quali non si investe in Italia sono sotto gli occhi di tutti; purtoppo gli occhi sono bendati, almeno quelli dei nostri governanti.
Un esempio classico e quello delle acciaierie Ilva. Le varie maggioranze governative che si sono succedute negli ultimi 19 mesi, prima M5S-Lega poi M5S-PD, hanno in comune un dato: l'inaffidabilità.
Era stato sottoscritto un contratto con la più grande impresa mondiale che si occupa di acciaio, la Arcelor Mittal. I termini del contratto contenevano una nota relativa al permanere di determinate condizioni di garanzie normative, che assicuravano l'attività dell'impresa: il cosiddetto "scudo penale". Ebbene, questo "scudo" è stato inserito, rimosso, reinserito e di nuovo rimosso. Quale impresa si fiderà più dei governi italiani?


Mandare a processo un Ministro dell’interno è un errore politico gravissimo
Si può contrastare un avversario politico, ma occorre procedere con ragionevolezza.
Mandare sotto processo un Ministro dell’interno per un atto di politica interna compiuto va giudicato soltanto dal Parlamento. In caso contrario la Istituzione Parlamento perde di prestigio, poichè demanda a un giudice di valutare un operato politico.
Salvini ha agito come Ministro dell’interno ed ha operato in nome  e per conto di tutto il Governo. Il Parlamento deve giudicare il suo operato, non un giudice.

Alla maggioranza dei pensionati italiani 530 euro al mese per un migrante 1.050
Avere aumentato l’importo di spesa per ciascun migrante a 1050 al mese costituisce un insulto ed una provocazione agli italiani che percepiscono 530 euro al mese.

Manca un accurato controllo delle grandi città
Nelle grandi città manca quel controllo necessario da parte delle forze dell’ordine, ormai mobilitate in scorte varie. La sera circolano ubriachi, molestatori, gente senza una fissa dimora.

Giovani senza speranza
I ragazzi di oggi hanno perso qualsiasi fiducia in un futuro migliore. Mancanza di lavoro, aumento dei prezzi. 

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